martedì 27 aprile 2010
I BAMBINI DI ADRO
Sembra impossibile, ma nel 2010 parliamo ancora di razzismo in Italia. Se i miei nonni fossero ancora vivi, stenterebbero a crederlo. Eppure nel 2010, c'è ancora chi non riconosce la festa della Liberazione e la chiama festa della libertà, c'è ancora chi si sente in lutto il 25 aprile e ancora uomini e donne che hanno paura di chi ha la pelle con un colore diverso, una religione diversa e magari un' inclinazione sessuale diversa dalla loro. Ma diverso da chi? Ma non è mai venuto in mente a queste persone che per "loro" noi siamo i diversi? C'è chi crede in Dio, c'è chi lo chiama Allah, chi lo prega il venerdì, chi il sabato, chi la domenica. Ma nessuno ha mai pensato alla strana fatalità del caso di esser nati in un Paese piuttosto che in un altro? Io sono nata in Italia, ma potevo essere nata in Senegal. E se fossi nata in Senegal, cosa avrei fatto? Sarei rimasta nel mio Paese, o avrei cercato un'alternativa. Chi lo può sapere. Ma dopo una serie di CHI, forse la domanda che ci dovremmo porre è PERCHE' ci sentiamo superiori ad altre persone solo perchè siamo nate in Italia e magari ci sentiamo inferiori agli americani? Le stesse persone che tanto professano la loro religione cristiana, avrebbero cacciato Gesù in quanto palestinese. Eppure non vogliono togliere il crocefisso dalle aule scolastiche. Non solo, ma di fronte a famiglie che non riescono a pagare la quota per la mensa, pensano sia corretto non dar loro da mangiare. Le stesse persone, che magari di fronte agli occhi indagatori del parroco, preparano la busta con l'offerta per quei poveri bambini africani. Aiutiamo gli africani, ma ci guardiamo bene da volerli come vicini di casa. Non li vogliamo nelle classi dei nostri figli e soprattutto non vogliamo mangiare il Kebab, preferiamo la polenta. E per protestare davanti a questi covi di terroristi che si riuniscono a pregare, organizziamo dei bei banchetti dove mangiar maiale. Carne quanto mai proibita ai mussulmani. Insomma cerchiamo in tutte le maniere di far capire che questa è la nostra terra, che sarebbe buona regola che se ne andassero. Poco importa che abbiano un regolare permesso, un lavoro, che parlino in dialetto e che siano brave persone. No, "loro" tutti sono diversi e non li vogliamo. L'Italia, che è sempre stato considerato un Paese ospitale e bonaccione, ora è diventato razzista. Ma crediamo veramente che gli italiani siano andati a dormire ed il giorno dopo si siano svegliati razzisti? Oppure è stato un percorso lungo, durato anni, un voler ritornare a vecchie nostalgie del regime? La situazione è che oggi più che mai, noi che non siamo razzisti, non possiamo e non dobbiamo stare zitti! Dobbiamo sempre difendere i nostri ideali, dobbiamo difendere chi viene maltrattato perchè considerato diverso. Non possiamo rimanere inermi al cospetto di cotanta arroganza, ignoranza ed INGIUSTIZIA! Dobbiamo ribellarci pacificamente, ma dobbiamo far capire a quelle persone che non sono gli extra-comunitari i diversi, ma lo sono loro. Non possiamo permettere che un ragazzo di 22 anni venga pestato in autobus perchè gay, e sapere tristemente che gli altri passeggeri e l'autista abbiano lasciato fare. Dobbiamo gridare NO! Dobbiamo reagire! Non possiamo essere assuefatti da tutta questa robaccia che tanto puzza come la fogna! Queste persone agiscono in branco e si sentono forti, ma non si permetterebbero mai di comportarsi così individualmente. Noi non siamo il branco, siamo la brava gente che accoglie con rispetto tutti. Non vogliamo parlare di donna, uomo,nero, gay, etero, mussulmano, ebreo, cristiano. Noi vogliamo parlare di ESSERE UMANO. E se mai dovesse capitare al compagno di tuo figlio di non poter pagare la quota della mensa, non alzarti come un isterico a gridare che se non può pagare non può mangiare, ma alzati in piedi per i diritti di tutti. Il diritto che ognuno di noi ha di avere una dignità e di essere felice!
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